A scuola di nutrizione

Uno studio pubblicato su The Journal of Nutrition conferma che le attività di educazione alimentare in ambito scolastico possono incidere sulle abitudini dei più piccoli, contribuendo ad aumentare il consumo di alimenti naturali e a ridurre l’apporto di cibi industriali.

Lo studio ha esaminato gli effetti di un programma di interventi di educazione nutrizionale, orticoltura e corsi di cucina, rispetto al consumo di cibi processati e altamente processati, in bambini prevalentemente ispanici a basso reddito.

Il consumo di cibi processati e ultraprocessati è aumentato costantemente negli ultimi vent’anni: per il 19% dei bambini americani, due terzi delle calorie ingerite quotidianamente derivano proprio da questo tipo di alimenti – ricchi di sodio, zuccheri aggiunti, grassi saturi e cereali raffinati.

La scuola può contribuire per oltre il 50% all’apporto calorico giornaliero, di conseguenza ha un ruolo importante nell’indirizzare gli alunni verso un corretto approccio nutrizionale, fornendo attività educative sopratutto per le fasce meno abbienti. L’educazione al cibo è una parte importante dell’educazione alla salute e può contribuire alle corrette scelte alimentari, con ripercussioni positive sulla salute generale. Le attività di educazione alimentare sono sempre più diffuse nelle scuole, con l’obiettivo di migliorare le conoscenze degli studenti, il rendimento scolastico, l’attività fisica, la salute cardiovascolare e favorire, nello specifico, un maggior consumo di frutta e verdura. In passato nessun programma ha esaminato l’effettiva ripercussione di queste attività sulle scelte alimentari.

In questa ricerca, 16 scuole elementari sono state coinvolte in un programma di educazione alimentare per un periodo di 3 anni. Il gruppo che seguiva il programma di educazione alimentare ha frequentato dei corsi tenuti da specialisti durante l’anno scolastico. La dieta quotidiana è stata poi monitorata in un campione selezionato casualmente sia prima che dopo le attività. Cibi e bevande assunti sono stati categorizzati secondo il sistema NOVA (cibi non processati, processati, ultraprocessati).

Le attività svolte, in confronto con il il gruppo di controllo, hanno prodotto un aumento nel consumo di cibi non processati e un calo del consumo di quelli ultraprocessati.

I risultati dello studio suggeriscono che le attività di educazione alimentare in ambito scolastico, inclusi I corsi di cucina e di orticoltura, possono migliorare la qualità della dieta quotidiana, aumentando nello specifico il consumo di alimenti non processati e riducendo la quota di cibo processato o ultraprocessato.

Titolo originale

Effects of a School-Based Gardening, Cooking, and Nutrition Cluster Randomized Controlled Trial on Unprocessed and Ultra-Processed Food Consumption

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